Racconto veneziano. Passione di Stefan Grabinski

Racconto veneziano. Passione di Stefan GrabinskiNovità proposta dalla piemontese Edizioni Ester che, spinta da Michols Magnolia (traduttore coadiuvato da Massimo Barberini), propone un racconto di Stefan Grabisnki inedito in Italia. Scrittore polacco di recente riscoperto dagli studiosi nostrani del genere, grazie soprattutto alla pubblicazione dell’antologia Il Villaggio Nero edita da Hypnos Edizioni nel 2012 e riproposta dalla Mondadori nella defunta collana Urania Horror, è stato definito dai critici (Karol Irzykowski) “l’Edgar Allan Poe Polacco”.

Conservatore in aperto contrasto con la modernità e la meccanica, Grabinski si è altresì dimostrato un romantico pessimista dai modi decadenti e disperati nei confronti dei rapporti sentimentali con le donne. Questo suo Racconto Veneziano si inserisce proprio in questo secondo filone di storie, opere che presentano la donna alla stregua di una femme fatale che ammalia e rapisce le menti degli amanti (ma qui pagherà dazio proprio quando avrà trovato il vero amore).

L’autore lo scrive nel 1927, a seguito di una visita nella città di Venezia, e lo pubblica tre anni dopo a completamento di un’antologia di cinque racconti incentrata sul desiderio.

Si tratta di un “falso racconto fantastico” che pende sul versante dell’allegoria, proponendo un’immagine dell’amore quale sentimento che unisce, in un abbraccio mortale, estasi e tragedia per l’incapacità dell’uomo a garantire la fedeltà e la monogamia. L’amore diviene una sorta di veleno che si può bere da una coppa offerta da una venere (ma anche da un maschio), bramosa di conquiste e subito pronta al tradimento per soddisfare il proprio narcisismo. Un nettare pericoloso, che può condurre nelle maglie della follia l’amante respinto. Nel testo ne sono vittima tutti i personaggi proposti, siano uomini o donne, ognuno dei quali condotto nella spirale dell’orrore proprio per effetto dell’amore e del conseguenziale tradimento. L’epilogo incontra il fantastico, ma lo fa quale sorta di background spiritistico che, tramite un pittore in contatto con l’aldilà, suggerisce una vendetta messa in atto da un amante tradito dalla moglie e per questo deceduto.

Grabisnki prende per mano il lettore e lo conduce nei quartieri dell’antica Repubblica Marinara, nei suoi musei, nei suoi palazzi, nelle calle ingoiate dalle tenebre e nei cimiteri monumentali. Prende così piede l’omaggio di Grabinski alla città di Venezia, reso sia con le calibrate descrizioni cittadine sia col ricorso di personaggi storici e locali realmente esistiti, e, al tempo stesso, la sublimazione del pessimismo dell’autore verso l’amore, visto quale passione che sgretola la gioia sfrenata nella disperazione più assoluta.

Novella piuttosto breve, composta da cinquantacinque pagine, risalente all’ultimo periodo della produzione dell’autore, probabilmente influenzata dall’incontro avuto in terra veneta con Stefania Kalinowska, traduttrice di Grabinski nonché sua amante per una stagione. Ed è proprio in una stagione estiva che si snoda la storia d’amore che investe il protagonista, un turista polacco, che vive nella città italiana una passione travolgente per una sconosciuta vedova spagnola di origini nobiliari. Quest’ultima, solita frequentatrice di Venezia, si propone di fare da cicerone al nuovo arrivato e avvia con lo stesso una relazione d’amore travolgente.

La poetica in prosa di Grabinski è eccezionalmente resa dai due traduttori. Eleganza e stile si antepongono al taglio fantastico e a quello erotico, plasmando un ritmo lento ma dall’intensità progressiva allo scorrere della lettura. La visione del polacco è votata a un realismo dal sapore documentaristico piuttosto che da una presa onirica.

Giada Morganti rappresenta molto bene con la sua copertina il momento catartico che sposta un semplice racconto di vita vissuta in un’opera che sconfina nel fantastico, dipingendo l’ideale punto di contatto tra il mondo dei vivi e il mondo dei morti.

La speranza è che Racconto Veneziano possa essere la prima delle opere ancora inedite in italiano a esser riproposte, nella nostra lingua, dal duo Magnolia-Barberini che ha dichiarato il proposito di sdoganare l’intera produzione dell’autore polacco, fino a oggi conosciuto soprattutto grazie alle antologie Il Villaggio Nero (2012) e Il Demone del Moto (2015) pubblicate rispettivamente da Hypnos Edizioni (e anche Mondadori) e da Stampa Alternativa. Non resta che incentivare e sovvenzionare questi progetti, nell’attesa di nuovi graditi sviluppi…

Stefan GrabinskiL’AUTORE
Stefan Grabinsky nasce il 26 febbraio del 1887 a Kaminonka Strumiłowa (oggi Kamianka-Buzka) nella provincia di Leopoli, nella allora Galizia Polacca. Nel 1909 debutta con l’antologia di racconti Z wyjątków. W pomrokach wiary [“Dall’insolito. Nelle ombre della fede”], cui seguono diversi libri di racconti tra cui Demon ruchu [“Il demone del movimento”] (1919), la sua opera di maggior successo, Szalony pątnik[“Pellegrino folle”] nel 1920, Niesamowita opowieść [“Storia incredibile”]Księga ognia[“Il libro del fuoco”] nel 1922. Un ultimo volume di racconti dal titolo parzialmente in italiano, Namiętność (L’appassionata) [“Passione (L’appassionata)”], è invece del 1930. Scrive anche romanzi e opere teatrali. Muore in povertà nel 1936. Definito dal critico Karol Irzykowski “il Poe Polacco”, elogiato da autori del calibro di Thomas Ligotti, Stanslaw Lem e China Miéville (che inserisce Demon ruchu nella personale lista dei “dieci migliori libri weird”), Stefan Grabiński è una delle più interessanti figure del fantastico europeo del Novecento.

Racconto veneziano. Passione
Autore: Stefan Grabinski

Editore: Edizioni Ester

Pag. 80

Prezzo di copertina: € 14,00

a cura di Matteo Mancini
(goldenmancho@libero.it)

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