Ciao ragazzi, grazie per essere qui con noi. Da cosa è scaturita la nascita de ‘LaCùra’?

Andrea: Ciao, grazie a voi per l’ospitalità. LaCùra nascono dopo un periodo di stallo che io e Carlo stavamo vivendo a seguito dello scioglimento di una cover band che avevamo insieme. Dopo qualche mese di disorientamento, in cui pensavamo di smettere di suonare, Carlo ha proposto di fare pezzi originali. L’idea di base è stata quella di fare tutto solo con basso batteria e voce, modello Royal Blood per capirci. La voce lirica di Gabriela è stata inserita in seguito, quasi per gioco. Volevo provare a sovrapporre le voci finali di Specchio (il nostro primo singolo) perché non sapevo decidermi quale linea vocale utilizzare. Il risultato ci è piaciuto tanto che abbiamo deciso di farlo diventare una nostra caratteristica.

Chi più di tutti possiamo considerare un’influenza per la vostra musica?

Andrea: Io parlo delle parti che riguardano la voce che prendono spunto da tutto l’alternative rock Italiano dai CCCP passando per i Timoria, i CSI, gli AfterHours e chi più ne ha più ne metta, ma non saprei indicare un gruppo o un artista di riferimento, questo di solito lo fanno i giornalisti ( ;))) sorrido ).

Carlo: Per quanto mi riguarda direi come suono indubbiamente Royal Blood, DFA79 e molti lavori di Jack White, per alcune tecniche che utilizzo, con il dovuto rispetto e la distanza siderale, Victor Wooten, Marcus Miller e Steve Harris.

Come la musica può essere considerata una cura per la vita di ogni giorno?

Andrea: Una domanda molto bella e molto complessa che apre a ragionamenti che vanno dalla semplice risposta “perché mi fa stare bene “a considerazioni che implicano la neuro-scienza. Mi piace rispondere citando il saggio “Dio, l’uomo e il diavolo “ dove l’autore conclude con la speranza che vede l’umanità unita da una lingua arcaica e moderna con la quale tutti potrebbero conversare sul proprio destino : la Musica.

Carlo: Personalmente la musica è stata la mia cura nel vero senso della parola mi ha aiutato moltissimo, e la vivo tutt’ora in questo modo a volte è bello abbandonarsi totalmente a Lei.

Il 14 maggio è uscito Tra ignoranza e realtà, primo EP. È passato del tempo dalla nascita del progetto. Come mai?

Andrea: Farò una breve cronistoria: CZ è subentrato al nostro primo batterista ad ottobre 2019. Abbiamo registrato i 4 brani dell’EP a febbraio del 2020. Dopo una settimana, è successo il disastro (pandemia). A settembre abbiamo deciso di mixare i pezzi e tra una chiusura e l’altra siamo riusciti a finire tutto alla fine del 2020. A gennaio 2021 abbiamo contattato DELTA Records & promotion ed ora siamo qui!

Tra ignoranza e realtà. Possiamo considerarlo un binomio inevitabile nella vita?

Andrea: Si, assolutamente un binomio ineluttabile che può diventare da una parte lo stimolo per migliorarci ed aprirci a nuovi punti di vista e dall’altra la zavorra che ci trascina verso il limbo delle verità supposte.

Siamo ai saluti, grazie per essere stati con noi. Un’ultima domanda. Sembra che si intraveda uno spiraglio di luce dopo un periodo davvero terribile per l’ambiente musicale, e non solo, quali sono i vostri progetti per il futuro?

Andrea: Abbiamo voglia di suonare dal vivo e di registrare altri pezzi che in questi mesi di clausura siamo riusciti ad imbastire. Grazie mille per la chiacchierata e per le belle domande. Ne approfittiamo per salutare i lettori e invitiamo tutti ad ascoltare il nostro EP.

Carlo: Suonare dal vivo e registrare al più presto un nuovo lavoro sono le nostre priorità il materiale e la voglia è tanta per rimetterci sulla giostra. Grazie mille per lo spazio dedicatoci!

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Di Shock

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