Il Cenobita Charles Baudelaire

Il Cenobita Charles BaudelaireIl Cenobita Charles Baudelaire precursore del cinema horror.

Il Cenobita Charles Baudelaire lo scrittore che con le sue liriche ha dipinto quadri angoscianti e orrorifici ineguagliabili.

Il Cenobita Charles Baudelaire.

La mia anima è una tomba che
come un cattivo cenobita
percorro ed abito dall’eternità

No, non una battuta tratta dal film Hellraiser di Clive Barker, in cui i Cenobiti, alias Supplizianti, sventravano senza pietà poveri malcapitati. Queste ‘battute’ sono tratte dai versi della poesia Il cattivo Frate del poeta francese Charles Baudelaire. Lo scrittore con le sue liriche ha dipinto quadri angoscianti e orrorifici ineguagliabili. La sua raccolta I fiori del male racchiude descrizioni di nefandezze, sublimi terrori, agonie estatiche, inarrivabili.
Ne Il Morto lieto ad esempio troviamo tracce di quello che sarà descritto in una delle scene mitiche di Aenigma di Lucio Fulci:

In un terreno grasso e pieno di lumache,
io voglio scavarmi una fossa profonda
dove possa distendere tranquillamente le mie vecchie ossa

Oppure, sempre nella stessa poesia, quello che sarà poi matrice fondante in tutti gli zombi movie, in particolare in Zombi 2 dello stesso Fulci:

O vermi! Neri compagni senza orecchie
e senza occhi, venite a vedere un morto libero…

E gli esempi continuano e possono essere riconducibili anche alla cinematografia gotica italiana. Come possiamo non pensare a Danza Macabra di Antonio Margheriti o Gli orrori del castello di Norimberga di Mario Bava leggendo questi versi:

Mi sembra che il mio sangue a volte scorra a torrenti,
come una fonte che singhiozza ritmicamente…
(Tratto da La Fontana di sangue)

E ancora, come non accostare la sua poetica con tutti i film italiani e stranieri di matrice demoniaca, come Riti, magie nere e segrete orge nel Trecento di Renato Polselli, se leggiamo questi versi:

O tu, il più bello e il più sapiente tra gli Angeli,
Dio tradito dalla sorte e privato da lodi
O Satana, prendi pietà dal lungo soffrire…
(tratto da Le litanie di Satana)

In ultima, ma non meno importante, analisi è stato uno dei primi a trattare in letteratura, ancor prima di Le Fanu e Bram Stoker, il mito del vampiro:

Sono legato come il prigioniero alla catena
come l’ubriacone alla bottiglia, come la carogna ai vermi,
come il giocatore al gioco, che tu sia maledetta! (…)
(…) coi tuoi baci faresti resuscitare il cadavere del tuo vampiro
(tratto da Il Vampiro)

Contemporaneo di Edgar Allan Poe, prima di Stoker e ancor prima di H. P. Lovecraft aveva carpito l’horror gotico e viscerale che avrebbe portato il genere al suo massimo splendore. Tematiche come il vampiro, la spietatezza della tomba, i vermi come antichi fenomeni venuti da un’altra dimensione viscerale, sono elementi che contraddistinguono il poeta francese e che getteranno i germi ai futuri artigiani di quel genere fantasmagorico nato consequenzialmente alla fotografia: il cinema. Registi come Mario Bava, Riccardo Freda, Antonio Margheriti, e tutta la scuderia della Hammer e dell’Universal deve a Baudelaire, come quanto deve a Poe, in fatto di ispirazione, di visionarietà, di dimensione dell’orrore, claustrofobia, e non solo. I film di Clive Barker, gli stessi ghost movie di James Wan, la letteratura di Stephen King, le serie cult come American Horror History riconoscono un grosso tributo nei confronti di questo maestro. La sua opera I Fiori del Male è una pietra miliare che ci parlerà per sempre.

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