Il custode di Chernobyl di Alessandro Manzetti

IL custode di Chenobyl di Alessandro ManzettiOggi parliamo del romanzo Il custode di Chernobyl di Alessandro Manzetti, pubblicato da Cut-Up Publishing.
Si tratta di un romanzo breve, costruito in forma di diario, avente come tema le ormai note e scellerate imprese dei servizi segreti russi: il famigerato KGB, che in moltissimi film, romanzi, racconti, fumetti e giochi, ha rappresentato una serra perfetta in cui coltivare le aberrazioni più audaci della storia umana.
Il concept non è ricercatissimo: in vista di una prevedibile guerra fra Russia e Stati Uniti, nel 1964 il KGB decide di assumere il professor Petrov e altri scienziati, perché lavorino al segretissimo e insano progetto (denominato Prometeo) di costruire un super soldato, capace di resistere alle condizioni estreme di una guerra termonucleare.
Quindi si parla di sperimentazioni su soggetti umani vivi, inzuppati di plutonio e altre porcherie radioattive. Tali soggetti, naturalmente, finiranno per evolversi in modo inatteso, sfuggendo al controllo del personale medico/militare e seminando panico e morte.
Era da un po’ che volevo leggere un lavoro di Manzetti: figura nota sia per la sua attività di editore, con la casa editrice specializzata in horror Independent Legions (alla quale va il merito di aver di nuovo tradotto molti autori stranieri, ormai da tempo spariti dagli scaffali delle nostre librerie italiane) sia per la sua raccolta di poesie Eden Underground, che nel 2015 si è aggiudicata il Bram Stoker Award. Manzetti, talvolta con lo pseudonimo di Caleb Battiago, è anche autore pluripubblicato nel mondo anglofono, dove da un po’ di tempo sta traghettando (oltre a sé stesso naturalmente) altri due grandi talenti del settore horror italiano: Paolo di Orazio e Nicola Lombardi che ho già recensito per Club Ghost.
Ma torniamo al romanzo e analizziamolo un po’ più a fondo.
Come già anticipavo nella presentazione della trama, gli elementi del concept non godono certo di grande particolarità. Di scienziati che attentano (volutamente o no) all’esistenza della specie umana ne abbiamo a tonnellate, e anche i mostri creati dagli effetti delle radiazioni hanno goduto per lungo tempo di una forte popolarità.
Di storie horror basate sulla tragedia di Chernobyl posso citare il recente film Chernobyl Diaries (2012) di Bradley Parker. Per quanto concerne invece la figura del super soldato geneticamente modificato, a freddo, mi vengono in mente il film Robocop (1987), il personaggio dei fumetti Capitan America, il film Soldier (1998) con il mitico Kurt Russell; perfino il film L’uomo che fissava le capre, tratto dal romanzo Capre di Guerra, sfrutta quel concetto.
C’è da dire, però, che gli elementi della centrale nucleare, la guerra fredda, nonché le folli ambizioni scientifiche del KGB, sono stati trattati con cura lodevole. S’incastrano bene nella loro epoca e creano motivazioni e nicchie perfette, sia per la fantasia dell’autore che per quella del lettore. Non si avverte nessuna difficoltà nel ritenere gli eventi trattati come plausibili. E forse la lunga coda di esperimenti narrativi e cinematografici compiuta in quest’area, senza contare documentari, saggi e articoli, pur togliendo stravaganza al concept finiscono per irrobustire l’opera di credibilità.
Inoltre Manzetti è stato piuttosto bravo a rendere l’angusta e rigida psicologia dell’ambiente militare russo: la paranoia costante di essere spiati, il terrore di essere scoperti e torturati, il modo kafkiano in cui il potere del Partito agisce sui suoi sottoposti, la freddezza…
La scelta di presentare tutto questo attraverso il diario segreto del Professor Petrov, il nostro protagonista, rende poi tutto più intenso. Ho apprezzato anche il buon gusto di alcune scene “horror”, in cui l’autore ha deciso di far lavorare anche l’immaginazione del lettore oltre che la solita “tamarria” tipica del genere.
Tuttavia ci sono un po’ di cose che mi stonano, come il linguaggio e lo stile troppo carico di svolazzi. Li ho trovati entrambi eccessivi e prolissi, tanto più se pensiamo che si tratta dei pensieri scritti in segreto da un uomo che, per tre quarti del libro, aveva i minuti contati e rischiava continuamente di essere scoperto da qualche energumeno in tenuta militare.
E non mi ha entusiasmato neanche l’elaborazione compiaciuta di molte descrizioni, come se l’autore avesse deciso di sacrificare il principale ruolo del linguaggio (comunicare al lettore ciò che sta accadendo attraverso immagini efficaci) per soddisfare una personale esigenza estetica, infischiandosene di chi sta dall’altra parte.
Cito un esempio:

“Silenziosi, fusi nelle ombre e nei chiaroscuri che la Luna (con bandiera americana, rigida e innaturale, piantata nell’ombelico) versava generosamente su quest’area di morte: secchiate di latte luminescente.”

Certo, se da un lato questo sottolinea il talento dell’autore per la poesia che gli ha valso il Bram Stoker, dall’altro, l’eccessivo infarcire, rallenta parecchio la lettura e mi domando perché l’editor non le abbia alleggerite.
Altra cosa che non mi ha entusiasmato troppo è la gestione della tensione.
Come dicevo Petrov vive in una situazione di pericolo e incertezza costanti, tuttavia quando i soggetti degli esperimenti cominciano ad avere comportamenti anomali, la tensione rimane inalterata e la paura che queste creature possano in qualche modo nuocere al protagonista (il nostro corpo in prestito nella realtà della storia) non ci preoccupa più di tanto.
In effetti Petrov è un alcolizzato, depresso, con una figlia morta per colpa sua e una ex moglie che lo odia. L’unico amico è un tale, alquanto enigmatico, che gli fa sentire musica “proibita” per telefono. Non ha molti motivi per vivere, a parte la sua infatuazione per Boni: l’adolescente/cavia dei suoi esperimenti che gli rammenta tanto la figlia morta, ma che non si capisce bene dove finisca l’affetto paterno e dove invece cominci il desiderio sessuale.
Dall’inizio alla fine del libro il suo attaccamento alla vita è praticamente minimo (una pecca di moltissime opere horror lette di recente. Dopotutto se si parte dal nero profondo, renderlo ancora più nero sarà estremamente difficile) il che frena di molto l’apprensione che proviamo per lui; anzi, a tratti si vorrebbe quasi che la facesse finita una volta per tutte, in modo da estinguere la sofferenza che continua a esprimere con aulica passione.
Il romanzo rimonta con la fuga dal bunker di Karakurt: un soggetto degenerato che comincia a fare razzie per le campagne vicine, decapitando gente a destra e a manca. Per un attimo lì si è respirata l’atmosfera del famoso romanzo di Mary Shelley, nonché quella del racconto a puntate Herbert West il rianimatore di H.P. Lovecraft, in cui i cadaveri riportati alla vita con il siero vagavano per la cittadina in preda alla follia.
Ammetto di aver sperato che la storia continuasse su quella piega, anche se poi invece è virata di nuovo, concentrandosi sull’ossessione amorosa del professor Petrov per la giovane Boni dalla pelle bluastra. In alcune sequenze di questa parte più “allucinatoria” del romanzo mi è tornato alla mente (con piacere) lo strano libro Bad Brains di Kathe Koja (Bombiani 1995).
Il finale, più che risolutivo, è drammatico e non mi ha soddisfatto del tutto.
Nel complesso considero Il custode di Chernobyl una buona lettura che rientra nella media dei libri horror e che secondo me migliorerebbe parecchio, se alleggerito nella costruzione delle frasi e magari ampliato con qualche scena d’azione in più.
Lo consiglio agli appassionati di vicende gravitanti attorno gli argomenti del KGB e del disastro alla Centrale di Chernobyl.
Alla prossima e Stay Weird!

Alessandro ManzettiL’AUTORE
Alessandro Manzetti (Roma, 1968) è un autore di narrativa dark e fantastica, vincitore del prestigioso Bram Stoker Award® (e 7 volte finalista), oltre a diverse nomination ad altri premi internazionali, curatore e traduttore.
Ha pubblicato, con diversi editori, col proprio nome e con lo pseudonimo di Caleb Battiago, varie opere di narrativa, poesia e saggistica, tra le quali i romanzi Samsara, L’Isola degli Urlanti (2018), Il Custode di Chernobyl (2018), Naraka – L’Apocalisse della Carne (2013), Shanti – La Città Santa (2014), Kiki: The Beginning (2016), le raccolte di racconti Il Giardino delle Delizie (2017), I Figli di Uxor 77(2018), la novella Area 52 (2016) e il saggio Monster Masters (2015). Tra le opere come sceneggiatore, la graphic novel Calcutta Horror (2019). Opere in uscita: il romanzo Nuova Sodoma – La Resurrezione del Re Osceno (2019).
Tra le sue opere in lingua inglese: i romanzi Shanti: The Sadist Heaven (2019) e Naraka: The Ultimate Human Breeding (2018), le raccolte di racconti The Garden of Delight (2017), The Monster, the Bad and the Ugly (2016, con Paolo Di Orazio), The Massacre of the Mermaids (2015) e le raccolte di poesie dark WAR (2018, con Marge Simon), No Mercy (2017), Eden Underground (2016), Sacrificial Nights (2015, con Bruce Boston), Venus Intervention (2014, con Corrine De Winter) e la graphic novel Calcutta Horror (2019, con Stefano Cardoselli)
Opere in uscita in lingua inglese: la raccolta di poesie dark The Place of Broken Things (con Linda Addison, Crystal Lake Publishing, 2019), la raccolta di racconti The Radioactive Bride (Necro Publications, 2019) e il romanzo New Sodom (Necro Publications, 2020)
Tra le opere come curatore, in lingua inglese: le antologie The Beauty of Death (2016), The Beauty of Death Vol. 2 – Death by Water (2017, con Jodi Renee Lester) e Monsters of Any Kind (2018, con Daniele Bonfanti). Diversi suoi racconti e poesie sono stati pubblicati su magazines e antologie in Italia, Stati Uniti e Inghilterra, tra le quali: Dark Moon Digest, Splatterpunk Zine, Devolution Z Magazine, Disturbed Digest, Illumen Magazine, Weird Tales, The Horror Zine, Hinnom Magazine, Recompose Magazine, Nothing’s Sacred Vol. 4, Polu Texni Magazine, Rhysling Anthology (2015, 2016, 2017, 2018, 2019), Splatterpunk Forever Anthology, Year’s Best Hardcore Horror Vol 2 e Vol. 4 Anthologies; SorrowAnthology, Bones III Anthology, Mar Dulce, Il Buio Dentro, HWA Poetry Showcase Vol. III e IV, Danze Eretiche Volume 2, The Beauty of Death Vol. 1 e 2, I Sogni del Diavolo, Sorrow Anthology, Midnight Under the Big Top Anthology.
Oltre al Bram Stoker Award®, premio che ha vinto nel 2015 (come primo autore italiano dalla prima edizione del 1987), per il quale ha ricevuto anche 7 nomination (Edizioni 2014, 2016, 2017, 2018), ha ricevuto diverse altre nominations ai premi internazionali Splatterpunk Awards (edizioni 2018 e 2019), This Is Horror Awards, Elgin Awards e Rhysling Awards, e sue opere di narrativa e poesia dark hanno ricevuto venti honorable mentions nei Best Horror of the Year Volumi 7-8-9-10 a cura di Ellen Datlow.
Ha partecipato come relatore a convention di narrativa di genere negli Stati Uniti (World Horror Convention 2015, Atlanta; StokerCon 2016, Las Vegas) e in Italia, ed ha fatto parte, per due edizioni, della giuria per l’assegnazione del Bram Stoker Award® alla carriera (Edizioni 2016 e 2018)
Come Fondatore e CEO di Independent Legions ha ricevuto dalla Horror Writers Association il premio Specialty Press Award 2017 per la migliore casa editrice al mondo specializzata nel genere horror e dark fantasy. Ha tradotto in italiano opere di vari autori anglosassoni di genere, tra i quali: Ramsey Campbell, Richard Laymon, Poppy Z. Brite, Edward Lee, Graham Masterton, Gary Braunbeck, Lucy Snyder, Lisa Morton e Gene O’Neill. È Active Member della Horror Writers Association, della quale è stato parte del Board of Trustees, e attualmente vive a Trieste

Il Custode di Chernobyl
Autore: Alessandro Manzetti
Editore: Cut-Up Publishing
Pag. 162
Codice ISBN 9788895246956
Prezzo di copertina edizione cartacea 14,00 Euro

                                                             a cura di Christian Sartirana
                                                           (christian_sartirana@libero.it)

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