La Tomba di Nino Cammarata e D. D. Bastian

La Tomba di Nino Cammarata e D. D. BastianNino Cammarata prosegue il suo viaggio nel fantastico del New England e dopo E. A. Poe affronta H. P. Lovecraft, con La Tomba sceneggiato da D. D. Bastian. A differenza del volume su Poe The Black Cat, nel quale il disegno si espandeva su tutta la pagina, senza alcuna griglia a contenerlo, per La Tomba Nino Cammarata sceglie di usare una scansione delle vignette abbastanza regolare. Come in The Black Cat, Nino Cammarata usa le didascalie, non come nei fumetti popolari dei decenni passati che ripetevano inutilmente quanto la vignetta già mostrava, ma perché espressione del punto di vista del narratore. La Tomba, come The Black Cat, infatti è raccontata dal punto di vista del protagonista. Un punto di vista non onnisciente, ma interno alla vicenda, quindi parziale. Un punto di vista a cui possiamo credere o meno.
Henry James in Il Giro di Vite, espliciterà questa non credibilità del racconto in prima persona, con l’espediente classico, da Manzoni, a Potocki, a Rider Haggard e moltissimi altri, del manoscritto ritrovato.
Le didascalie non sono ridondanti, ma essenziali poiché propongono il filo stesso del racconto.

La storia è una delle più suggestive, misteriose e amare di Lovecraft.
Jervas, all’età di 10 anni, nel fondo di un burrone boscoso vicino alla sua casa, ha scoperto l’ingresso del mausoleo appartenente alla famiglia Hyde, il cui palazzo situato nelle vicinanze era stato bruciato molti anni prima. L’ingresso leggermente socchiuso è chiuso con un lucchetto e Jervas tenta di forzarlo ma senza riuscirvi; dopo molta fatica inutile, scoraggiato, si addormenta davanti alla tomba. Scopre che tra la sua e quella degli Hyde c’è un’antica e debole parentela.
Anni dopo a casa sua, all’interno di una cassa marcita recupera la chiave del lucchetto che gli ha precluso fino a quel momento l’entrata. Una volta all’interno Jervas, tra le altre bare, ne trova una vuota con scritto, un nome che non riusciamo a decifrare…
Se in The Black Cat Nino Cammarata aveva usato ogni possibile invenzione grafica, in La Tomba dà un Giro di Vite al suo stile. Sceglie un segno apparentemente più tradizionale, ma indefinibilmente deforme che trasmette alla perfezione l’inquietudine malsana del racconto di Lovecraft che dà l’idea molto antica che il destino di ciascuno sia segnato da sempre. Il non detto, la mancata descrizione dell’orrore tipica dell’opera di Lovecraft, non dipendono certo dal fatto che non sapesse scrivere, ipotesi molto bizzarra. Semplicemente lo scrittore di Providence si collegava alla grande tradizione dell’allusione che lascia spazio all’immaginazione del lettore/spettatore e che nella letteratura anglosassone, deriva da Shakespeare, passa da Edgar Allan Poe e arriva fino ad Henry James, Edith Warton, Shirley Jackson, Richard Matheson per propagarsi in mille rivoli, fino a questo splendido volume. Poi certo arriverà Stephen King che sceglierà un realismo in piena luce, ma questa è un’altra storia.

Nino Cammarata
Nino Cammarata

GLI AUTORI
Nino Cammarata, classe 1983, è un artista, illustratore e visual designer siciliano. Dopo il diploma all’Istituto d’Arte ed una breve parentesi all’Accademia di Belle Arti di Catania lascia gli studi per dedicarsi alla pittura e parallelamente inizia il lavoro di grafico in tipografia, che lo impegnerà per un intenso decennio. Solo intorno al 2009 il suo interesse per le arti e la comunicazione per immagini lo avvicina al mondo dell’illustrazione e del fumetto.

Di D.D. BASTIAN non si sa nulla

H.P. Lovecraft: La tomba
Autori: Nino Cammarata/ D. D. Bastian
Editore: Nicola Pesce Editore
Collana Horror Numero in collana 7
Formato21x30 cm, cartonato, pag. 80 a colori
Codice ISBN: 9788894818833
Prezzo di copertina: € 16,90

a cura di Gianni Solazzo

(gianni.solazzo@gmail.com)

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