La voce nella notte di Willam H. Hodgson

La voce nella notte di Willam H. HodgsonLa voce nella notte è un racconto horror dello scrittore inglese William Hodgson pubblicato nel 1907 sul Blue Book Magazine, ed è probabilmente la sua più famosa storia breve.
Questo racconto nasce dalla passione di Hodgson per il mare e dal suo indiscusso talento per la narrativa horror.
La voce nella notte si può considerare come una storia di fantasmi, ma la straordinarietà per l’epoca è data dalla presenza, in quello che sembra un classico plot di una storia d’orrore marina, di un vero e proprio organismo mutante, che la trasporta nel novero della fantascienza.

WIlliam Hope Hodgson nasce il 15 novembre del 1877 a Wethersfield nell’Essex. A 14 anni lasciò la famiglia per viaggiare per mare, e nel corso della sua carriera raggiunse il grado di Ufficiale. Interruppe i suoi viaggi per mare nel 1901, e aprì a Blackburn una palestra di atletica (difatti era noto per essere un uomo fortissimo e un abile lottatore, doti che aveva sviluppato per superare le angherie subite quando faceva il marinaio).
Nel 1906 iniziò in Francia la sua attività di narratore.
La sua produzione letteraria è intrisa di elementi marini e di orrori inconoscibili, fattori che influenzeranno un altro celebre scrittore, Howard Phillips Lovecraft, che lo definì “lo scrittore sulle cui spalle si è posato il manto di Poe“.

La voce nella notte è stata adattata in vari media, in primis: il film giapponese del 1963 Matango di Ishiro Honda e l’episodio Voice in the night della serie televisiva Suspicion del 1958, la rivale dell’epoca della serie Alfred Hitchcock Presents. La storia è stata ripubblicata almeno 43 volte, persino sul Playboy Magazine di luglio 1954, ed è considerata una delle migliori storie dell’orrore mai scritte.
La storia è stata adattata a fumetti in Forbidden Fruit di The Haunt of Fear Nun. 9. Nella serie DC Swamp Thing c’è un cattivo chiamato Matango.
La storia ha ispirato diverse opere di altri autori. In Materia Grigia di Stephen King un uomo viene sovrastato dall’interno da una infezione da funghi. In Il fungo di John Brosnan un fungo mutato distrugge l’Inghilterra e gli infetti si trasformano in esseri funghini.
In Fruiting Bodies di Brian Lumley un fungo distrugge una città coinvolgendo il corpo degli ultimi abitanti. L’episodio 229 di Naruto Shippuden ha una trama simile, dove dei funghi invadono una nave e influenzano le menti dell’equipaggio dopo essere stati mangiati. Un plot simile è alla base del videogioco The last of us.
La voce nella notte – La trama
Il narratore e il suo compagno Will sono dei marinai a bordo di una nave in una zona di bonaccia nell’Oceano Pacifico. Una notte avvertono il rumore di una scialuppa in avvicinamento, dalla quale proviene una strana voce.
L’uomo a bordo della scialuppa rifiuta di farsi illuminare dalle torce dei soccorritori, insospettendoli. L’uomo – che si definisce vecchio anche se non lo sembra – parla anche a nome di una donna che è con lui.
L’uomo afferma di avere fame ma di non avere il coraggio di recarsi sottobordo nella nave del narratore per prendere le vettovaglie. I soccorritori accettano allora di inviargli del cibo senza farlo salire a bordo e lui se ne va.

Successivamente, la scialuppa torna ad avvicinarsi: l’uomo è da solo, ha lasciato la donna su un’isola senza nome lì vicino. L’uomo – che scopriremo chiamarsi John – ora ha un fare più deciso ma sempre lugubre. La voce sembra bramosa, afflitta dalla fame, ma anche terrorizzata.

Afferma di voler raccontare ai soccorritori che ne è stato di loro in seguito al naufragio dell’Albatros.

L’Albatros è una nave da crociera salpata da Newcastle per San Francisco circa sei mesi prima.
In seguito a una tempesta all’altezza dell’Equatore due fidanzati finiscono a bordo di un relitto. Si mettono al lavoro e in breve costruiscono una zattera con la quale allontanarsi. Per quattro giorni restarono in balia della strana foschia. Alla fine, giungono nei pressi di una nave dalla quale non provengono segni di vita.

Salgono a bordo della nave, la quale è ricoperta da uno strano fungo grigio e spugnoso. Tutti i ponti sono coperti di gonfi ammassi lividi alti anche vari metri. A bordo non vi è nessuno.

La coppia tenta di fare sparire le chiazze dei funghi ma queste tornano in breve alle dimensioni originarie. Una mattina trovano tracce del fungo anche nel cuscino e nelle loro cose, come se toccandolo avessero contribuito a farlo propagare.

Il fungo grigio intanto cresce fino a creare vere e proprie montagnole e alberelli. Si allontanano dalla nave a bordo di una scialuppa e giungono a una sorta di isoletta, che scoprono essere ricoperta dal medesimo fungo. Costeggiando la spiaggia trovano una zona ricoperta da qualcosa che sembra sabbia – ma che non lo è – e che non sembra intaccata dal fungo.
Per quattro settimane John e la fidanzata si trattengono lì. Un giorno la donna trova sul pollice segni di infezione del lichene: nonostante venga disinfettato, riesce a permanere.
Non passa molto tempo che John trova un fungo anche vicino al proprio orecchio.

I due sprofondano per mesi nell’angoscia e nella paranoia, mentre l’infestazione dei loro corpi avanza, infestazione che cercano di sopportare sorretti dalla fede in Dio.
Di tanto in tanto tornano nella nave per prendere delle provviste, e vedono il fungo prosperare.
I due decidono di non tornare nella civiltà per non spargere l’infezione. Purtroppo le provviste si rilevano largamente insufficienti, e la pesca non da buoni frutti, mentre l’infiorescenza prosegue.

Dopo quattro mesi, l’uomo vede la fidanzata con orrore mangiare un pezzo di fungo grigio. Inaspettatamente, lei dichiara che all’improvviso ha provato voglia di mangiarlo e l’ha trovato buono.
L’uomo esplora il sentiero di simil-sabbia bianca e trova un grumo di funghi che somiglia in maniera preoccupante a un essere umano, il quale inizia a muoversi fino a toccarlo.
Capisce che si tratta della sorte toccata a uno degli uomini dell’equipaggio della nave che era stata invasa dal fungo, e che tutti gli abitanti dell’isola sono stati assimilati dal lichene.
Quando sente sulle labbra il sapore del fungo viene colto da una insopprimibile bramosia di mangiarlo.

Da allora la coppia tenta di resistere al forte desiderio di cibarsene ancora.
John racconta al narratore di avere terminato le provviste poco prima di averli incontrati, e li ringrazia per quelle che gli hanno donato. Detto ciò, si allontana nella nebbia.

Il narratore che lo guarda riferisce di vedere “una cosa” allontanarsi, qualcosa di simile a una grossa spugna grigia ondeggiante.

Passiamo ora a spiegare il “mostro” del racconto.
Il Fungo Grigio del racconto è un’entità fungina altamente prolifica che infesta una certa area dell’Oceano pacifico. Entrare in contatto con essa significa spargere altrove le sue spore. E’ in grado di attaccare sia la materia organica che inorganica, ma per qualche ragione non riesce ad attaccare una specie di sabbia bianca che si trova su una certa isola del Pacifico.
Per attaccare più facilmente le vittime, ha un sapore davvero invitante, irresistibile per coloro che non hanno altro di cui cibarsi.
Coloro che finiscono per cibarsene prima o poi ne vengono totalmente ricoperti, diventando degli esseri in parte umani e in parte fungosi, grigi e spugnosi.

E con questo è tutto. Spero di averti interessato, noi ci vediamo alla prossima.

A cura di Ilario Gobbi
(https://www.ilariogobbi.it)

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