L’ultima onda di Petru Popescu

L'ultima onda di Petru PopescuQualcuno magari ricorda lo splendido film di Peter Weir L’ultima onda ambientato in Australia (proprio come Picnic ad Hanging Rock dello stesso regista). Era un film molto onirico che narrava la mitologia degli aborigeni australiani e il loro particolare concetto di tempo. L’atmosfera generale tendeva all’apocalittico e faceva trasparire l’esistenza di una dimensione “altra”, il cosiddetto “Tempo del Sogno” (il Dreamtime che ha ispirato un disco capolavoro del musicista ambient Steve Roach come Dreamtime Return) che, secondo la mitologia degli aborigeni, avrebbe generato l’universo. La sceneggiatura era di Petru Popescu (in Italia sono tradotti due suoi libri ovvero Pliocene e Dove comincia il tempo), uno scrittore rumeno dissidente che ha sfidato la censura comunista. Popescu ha poi deciso a posteriori (vista l’attualità del soggetto) di ricavarne un romanzo che ora Tre Editori pubblica in una veste grafica raffinata con la traduzione di Fulvio Morroni. La vicenda parla dello strano omicidio di un aborigeno su cui indaga il giovane avvocato David Burgess (nel film era David Burton interpretato da Richard Chamberlain). Burgess difende il gruppo di aborigeni accusati dell’omicidio. È una persona in apparenza pragmatica che non riesce a sognare: tuttavia, dopo l’incontro con gli aborigeni, qualcosa al suo interno viene smosso e inizia ad essere vittima di sogni inquietanti risalenti alla sua infanzia: è ossessionato dalla presenza di una grande onda che minaccia di abbattersi sulla Terra. Inizia a confondere la realtà quotidiana con le sue ossessioni personali che si tramutano in cupe visioni (come quando crede di vedere un aborigeno nudo all’interno della sua abitazione di notte). La sua “visione delle cose” cambia progressivamente mentre tutto intorno sembra mutare. Gli unici che sembrano consapevoli di quanto sta accadendo sono appunto gli aborigeni che basano la loro concezione della realtà sul Tempo del Sogno. Questa consapevolezza li fa rimanere quasi indifferenti agli eventi esterni.

L’ultima onda criticava pesantemente il modo di vivere dell’uomo occidentale che, con il suo stile dissennato, andava scientemente contro natura facendosi promotore del cambiamento climatico. In questo senso era un film profetico. Purtroppo questa situazione non è cambiata: il film e ora il libro ci ricordano il suicidio dell’uomo bianco e la decadenza della società occidentale. Senza che questo significhi in ogni caso aderire a dottrine tradizionaliste. Semplicemente, dopo aver letto il libro (o visto il film), viene la voglia di guardare dentro se stessi per cercare se esiste un senso trascendente dell’esistenza. Si tratta anche di un testo che ci parla di come oggi si sia smarrito drammaticamente il senso del sacro di cui possiamo trovare ancora pochi frammenti in apparenza deperiti (come appunto gli oggetti custoditi nelle gallerie sotterranee dagli aborigeni, simboli di una dimensione sacrale alternativa al quotidiano). Se avete adorato il film vi consiglio di procurarvi questo volume anche se manca inevitabilmente la magia delle immagini. La postfazione è dello stesso Petru Popescu. Il volume è disponibile sul sito di Tre Editori al seguente link: http://www.treditori.com/.

L’ultima onda
Autore: Petru Popescu
Editore: Tre Editori
Pag. 298
Prezzo di copertina: € 18,00

a cura di Cesare Buttaboni
(caesar1471@gmail.com)

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