La letteratura weird. Narrare l’impensabile di Francesco Corigliano

La letteratura weird. Narrare l'impensabile di Francesco CoriglianoLa letteratura weird. Narrare l’impensabile di Francesco Corigliano (qualcuno lo conoscerà grazie ai suoi inquietanti racconti weird) è un testo importante che cerca di fare chiarezza su una materia (il “Weird” appunto) sfuggente di cui, negli ultimi anni si è spesso parlato a sproposito. Lo ritengo importante in quanto non si limita a parlare, come accade sovente quando si tratta di fantastico, di autori anglosassoni ma si sofferma ad indagare, oltre che la figura di H.P. Lovecraft, anche due esponenti europei come il belga Jean Ray e il polacco Stefan Grabinski. Corigliano ha studiato approfonditamente la maggior parte dei libri afferente l’argomento: in particolare si è soffermato sugli studi di Todorov, David Punter (importanti i suoi studi sul gotico dal punto di vista socio culturale ma in definitiva un po’ schematici e limitati), S.T. Joshi, Mark Fisher e Harman e ha teorizzato (sulla scorta dello stesso Joshi e dello studioso italiano Ceserani) come il “weird” sia da considerare come un “modo” ovvero una modalità letteraria con temi e procedimenti formali ricorrenti. Si tratta di un approccio valido che cerca di trovare una sua chiave interpretativa a quella che è stata l’evoluzione del fantastico fra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900. Dalla lettura emerge come sia stato Mark Fisher ad aver centrato meglio di altri (anche se a mio avviso bisognava parlare anche di un testo come Tra le ceneri di questo pianeta di Eugene Thacker, una vera e propria bibbia di una nuova estetica nera) un’interpretazione potente e profonda basata sui concetti di “Weird” e “Eerie”. Anch’io sono rimasto colpito dagli studi di Fisher che coinvolgono (forse in maniera fin troppo libera) altri media come la musica: associare la musica di Brian Eno ai racconti di Montague Rhodes James è molto affascinante (e funziona anche) ma il sospetto è che gli esempi in questo senso potrebbero essere numerosissimi e soggettivi. L’impressione è che si espanda ulteriormente una materia che forse andrebbe circoscritta, operazione che cerca di fare, come si diceva, Corigliano. La scelta di approfondire l’opera di Lovecraft, Jean Ray e Grabinski si rivela centrata in quanto meglio di altri questi scrittori (anche se pure l’opera di Hodgson si inserisce a pieno titolo in questo contesto avendo influenzato pesantemente sia Lovecraft che Jean Ray) hanno colto le pulsioni della modernità facendo emergere, sulla scorta di Freud e della psicanalisi, i fantasmi che si annidano nell’inconscio e interiorizzando le nuove teorie sul tempo e sullo spazio di Einstein. In questo senso è corretto affiancare questo scrittori alla corrente letteraria del “modernismo” nonostante Lovecraft prendesse pubblicamente le distanze da autori come T.S. Eliot e James Joyce (ma in verità ammirava Joyce così come riteneva l’estetica surrealista non lontana dalla sua). Jean Ray appare forse, a una prima lettura, lo scrittore più tradizionale ma, a un esame più attento, emergono alcune analogie con lo stesso Lovecraft: il suo romanzo capolavoro Malpertuis rinnova il romanzo gotico e la tematica degli dei decaduti (molto diffusa nella letteratura alta dell’epoca) viene trattata in maniera innovativa. L’arco temporale scelto potrebbe però far pensare come la forza propulsiva del weird si sia in qualche modo arrestata nel ‘900. La letteratura horror ha preso in effetti strade più conservatrici (un po’ come scriveva Giuseppe Lippi che riteneva Noi abbiamo sempre vissuto nel castello della Shirley Jackson come l’ultimo esempio di un fantastico delirante e non allineato). In realtà si fa cenno a Thomas Ligotti (non a caso considerato come l’incarnazione moderna del Weird) e si spiega come il “Weird” sia per la sua stessa natura in costante evoluzione. In ogni caso siamo di fronte ad un volume che tutti gli appassionati di fantastico dovrebbero assolutamente procurarsi. Disponibile su Amazon: https://www.amazon.it/letteratura-weird-Francesco-Corigliano/dp/8857567400.

Francesco CoriglianoL’AUTORE
Francesco Corigliano è docente di scuola secondaria di primo grado in Calabria. Nel 2019 ha conseguito un dottorato di ricerca all’Università della Calabria con una tesi sulla weird fiction incentrata sulla definizione del concetto stesso di weird. Si occupa dei meccanismi teorici della letteratura dell’orrore e dei suoi rapporti con il folklore. Ha pubblicato articoli sulle opere di vari autori, quali Eraldo Baldini, Giovanni Magherini-Graziani e Thomas Ligotti. Suoi racconti sono apparsi in diverse riviste e antologie, e ha pubblicato un’antologia personale, Malasacra (Kipple Officina Libraria, 2019).

La letteratura weird. Narrare l’impensabile
Autore: Francesco Corigliano
Editore: Mimesis Edizioni
Collana: DeGenere
Prezzo di copertina: € 22,00

a cura di Cesare Buttaboni
(caesar1471@gmail.com)

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