Dopo l’uscita di Baby a inizio febbraio, Fiori è il secondo singolo del cantautore Teo gfo disponibile a partire dal 3 Marzo sulle principali piattaforme di streaming. In questo brano emergono influenze della musica popolare francese dovute in parte alle origini dell’artista, che risuonano con delicate note di fisarmonica e assoli pieni di vita.

Abbiamo intervistato Teo gfo…

Benvenuto! Grazie per essere qui con noi. Cominciamo subito! Fiori, disponibile dal 3 marzo a pochissimi giorni dall’inizio della primavera. Cosa rappresentano i Fiori nel viaggio descritto nell’album?

Buongiorno a voi! In realtà non mi ero accorto che Fiori sarebbe uscita poco prima della primavera! Sarà un segno? Chi lo sa! Comunque sia in questo viaggio come nella vita i Fiori rappresentano per me la Speranza; Speranza di poter rincontrare chi abbiamo perso lungo la rotta, ma anche speranza che un giorno le persone possano tornare ad Amarsi e smettano di farsi del male. Speriamo che possa sbocciare durante questa primavera…Il mondo ne ha decisamente bisogno.

Nell’ultimo album, accompagni l’ascoltatore verso La Città del Sole. Qual è il messaggio che vuoi trasmettere?

Più che un messaggio direi un’immagine; si, che esista ancora una Città nella quale ognuno di noi è il benvenuto. Non importa da dove vieni, chi sei, che lingua parli…In questo posto le differenze arricchiscono ed ognuno ha il diritto di splendere, di essere felice. Un luogo dove “non è l’oro a farci vibrare il cuore”, dove “anche l’uno fa la differenza” e dove “si comparte la Luce”… Però dai non voglio spoilerare troppo l’omonima canzone ahah.

Passiamo al genere. Un’alchimia di musica popolare e indie. In che modo ha origine questa scelta musicale?

In realtà mi è sempre piaciuta la musica che senti per strada, al pub, al parco, alle sagre o nei piccoli locali…Quella musica lontana dai proiettori insomma. Non so bene come spiegarlo, è una questione di energie, di percezioni. Per quanto riguarda il tocco di indie diciamo che Marco sente musica più attuale rispetto a me, perciò la produzione è questa bella alchimia. Indie anche nel senso di prodotto in modo indipendente, come il resto dell’album.

Quanto le tue origini hanno influenzato la tua musica?

Beh un po’ sicuramente. Mi hanno fatto innamorare del suono “popolare” della fisarmonica e delle canzoni un po’ nostalgiche malinconiche. Un po’ a “La boheme” di Aznavour per dare un’idea. Però insomma più che altro è la vita rispetto alle origini.

Siamo ai saluti. Grazie ancora di essere stato qui con noi. Quali sono i progetti per il prossimo futuro?

Al momento usciranno altri quattro singoli e successivamente l’intero album. Per ora ho previsto così. Poi vabbè in realtà sto registrando il secondo album e mi sta piacendo tantissimo! Ci sarà un filo logico con La Città del Sole però non posso dire niente per ora…Mi piacciono le sorprese! Grazie di cuore a tutti voi e sono sicuro che ci rincontreremo. Alla prossima!

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Di Shock

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