Mountain’s foot parla del suo disco omonimo e della sua musica….

Ciao Rock men, è un piacere poter intervistare voi Mountain’s foot! A tal proposito andiamo dritto al punto con la prima domanda…

1- Siete vecchi amici ritrovatisi dopo tanti anni a creare un album rock. La mia curiosità mi spinge a chiedervi quale è stato l’esatto momento in cui avete deciso di unirvi per creare la vostra musica e se è stata subito intesa fra di voi, che già provenite indistintamente da quattro percorsi diversi sebbene parlino tutti e quattro di Rock. Sarebbe interessante se ognuno di voi ricordasse quel momento…Dunque?!

Mauro: Ciao, grazie a te per lo spazio! Ho passato qualche anno di ‘limbo’ musicale. Arrivavo da un’esperienza quasi decennale con gli electric 69 di cui ha fatto parte anche Simone. Nel tempo libero ho costruito una piccola sala prove e non mi restava che riempirla con amici per fare un po’ di musica… quindi ho sentito Simo – che non aspettava altro – e rincontrato Teo dopo anni, in giro a suonare con il suo gruppo acustico. Come l’ho sentito cantare ho capito subito che sarebbe stato perfetto. Fabio è stata una scelta naturale, avevamo suonato insieme, anche con Simo, negli anni 90 in altre formazioni. Ci ha fatto aspettare qualche tempo…ma quando ci siamo trovati: BOOM! Ricordo che ero molto emozionato e consapevole delle belle cose che avremmo potuto fare insieme.

Simone: Alla fine, gira e rigira, mi tocca sempre tornare a suonare con Mauro e Fabio!! Scherzo ovviamente…siamo prima di tutto buoni amici e, quindi, è sempre un grande piacere condividere questa passione con loro.

Fabio: Mah… in quel periodo stavo suonando con un’altra band (B&HS) quando ricevetti una chiamata da Simo: mi disse che aveva convinto Mauro a reimbracciare la chitarra e mi propose di riunirci tutti qualche volta nella nuova saletta a suonare qualche cover dei Free…ci misi un pò di tempo prima di andarci davvero, però avevo un basso “diavoletto” identico a quello usato da Andy Fraser che aspettava di uscire dalla custodia. Per cui alla fine, caddi nella trappola…Beh, in totale son passati 4 anni, abbiamo buttato fuori un disco ma sto ancora aspettando di suonare quelle cover! 😉

Teo: Per me è la prima e vera esperienza in una band rock…il sogno per eccellenza. Probabilmente l’insicurezza mi ha sempre creato una barriera divisoria tra sogno e realtà e in più le occasioni in una piccola provincia come la nostra non sono state molte; all’età di vent’anni i gruppi che si dilettavano nella musica live, proponevano quasi tutti un genere un po’ troppo “noise e duro” per me…è tosta quando nelle tue orecchie il suono è quello di Free, Allman Brothers Band o Jackson Brown :-]. Poi, dopo un’esperienza di 4 anni con una band acustica, l’occasione è arrivata con una telefonata di Mauro…e tutto è andato benissimo…quanti anni buttati in precedenza😕

2- Per quanto ami tutta la musica percepisco influenze degli anni 69/70. Secondo voi la musica di quegli anni ha influito sulla vostra e in che modo?

Simone: E’ proprio la musica rock di quel periodo che mi e ci ha totalmente influenzato e, pertanto, credo sia naturale che il nostro sound ne risenta tantissimo.

Mauro: Quasi totalmente. Quando ero un ragazzino ho fatto un’overdose di musica di quell’epoca…Led Zeppelin, Doors, tutto…mi addormentavo col walkman addosso e mi trovavo in classe con i segni lasciati dalle cuffie…però poi ci son stati anche altri ascolti. Fondamentalmente scriviamo canzoni che piacciono a noi in primis, al di là dei generi, ognuno porta il suo gusto e lo mette nel pezzo finchè il risultato non soddisfa tutti.

3-Ipotizziamo che al vostro gruppo volesse aggiungersi uno dei grandi della musica. A chi aprireste la porta d’oro?! Se si, a quale brano del vostro album lo leghereste?

Teo: Beh…io sicuramente a Duane Allman a cui lascerei ruota libera per fraseggi slide su My happy song. Capacità da incantatore di serpenti…

Fabio: C’è da dire che le porte le abbiamo aperte anche in questo disco a 2 musicisti coi controcazzi (si può dire?!): Miki Guaglio e Marco Cassone che hanno prestato il loro tocco e la loro sensibilità rispettivamente su Admirable Vision e By Way Home.

4-A proposito del vostro album. Prende il titolo dal vostro nome “Mountain’s Foot”(artwork in figura sopra). Chi di voi è colui che partorisce le idee e chi e in che modo le elabora?

Mauro: Solitamente ci sono due fasi: in una prima io o Teo proponiamo un riff, quindi ci troviamo nel suo solaio con le acustiche e iniziamo ad arrangiare le chitarre e sviluppare la struttura. Contestualmente si inizia a scrivere un testo (qui Teo fa il grosso del lavoro, fortunatamente). Se in acustico ci convince si passa alla seconda fase: lo proponiamo in sala prove con gli altri che aggiungono la ritmica e integrano con le loro idee il pezzo. Il lavoro in sala prove continua a volte per settimane, aggiungendo, togliendo, affinando, finchè la canzone non piace a tutti in ogni sua forma. A questo punto si può considerare finita e inserita in scaletta.

Teo: sì…come dice Mauro si parte da idee che nascono principalmente a casa in acustico…la stesura dei testi parte di conseguenza…per me è stata una scoperta riuscire a scrivere su carta pensieri e immagini mentali…la carta fa da “mezzo di trasporto” per pensieri e sensazioni.

5-Per quanto le nove tracce siano per me una bomba, quella che credo siano un capolavoro sono Admirable VisionAlways sick and tired. La prima piena d’amore, l’altra sembra quasi un urlo alla vita. Cosa significano questi due brani in particolare, come nascono e se nasce prima la musica e poi i testi o al contrario?

Fabio: Non avendo la capacità di scrivere una canzone dall’inizio alla fine, ho ben presto capito quanto fosse importante trovarmi a fianco di chi avesse questo dono e riuscisse a comporre qualcosa in grado di farmi vibrare, permettendomi così di dar voce a sensazioni che altrimenti rimarrebbero inespresse. Admirable Vision è uno di quei pezzi.

Teo: In effetti Admirable Vision è un pezzo molto personale…più che di un amore parla dell’indifferenza che si riscontra dopo un addio in una relazione…e di come i ricordi piacevoli siano una fotografia che, già nel presente, rimane bella ma legata a un passato svanito. Ricordo di averla scritta una sera dopo le prove in un pub…la scrissi su un vecchio calendario, l’unico foglio che ci passò il buon vecchio Tony. Incredibilmente la scrissi quasi tutta d’un fiato con Mauro che ordinava birre a raffica per paura che perdessi “l’ispirazione artistica”. Always Sick and Tired invece ha avuto una gestazione molto più morbosa e travagliata. Parla di quei personaggi/retorica che hanno sempre una soluzione migliore della tua o che ti criticheranno sempre, qualsiasi mossa tu faccia…rendendoti quindi “nauseato e stanco” di sentirli.

Fabio: Quando Mauro ha proposto il riff iniziale, lo abbiamo sviluppato, accantonato e ripreso dopo parecchio tempo e poi ancora da capo. Anche durante le registrazioni ci sono state opinioni discordanti sulla parte centrale strumentale. Se, alla fine, è uno dei pezzi che ti piace di più sono contento che gli sforzi abbiano pagato!

6-L’album da pochissimo fuori su tutte le piattaforme. Appena terminato il lavoro come vi siete sentiti? Pronti per altro o stanchi dato che di capolavoro si può parlare. Quali sono le vostre aspettative a riguardo?

Mauro: sollevato.. 🙂 Per svariati motivi abbiamo impiegato diversi mesi per registrare i brani, con tanto spazio tra una session e l’altra. Quando fai un disco cerchi di concentrarti su quello e tutto il resto, tipo scrivere nuove canzoni, resta indietro.

Teo: gioiosi e soddisfatti…io ero contentissimo per il lavoro svolto e, in primis, appagato dal risultato finale. Mentalmente io ho cominciato a prepararmi per tutta la fase successiva fatta di live e promozione….poi sapete anche voi il finale…

Simone: io alla fine mi chiedevo se potesse piacere o meno, se avessimo fatto un buon prodotto o no…insomma…tutte quelle domande che ci si pone quando in un lavoro ci metti tanto del tuo e, di conseguenza, speri venga apprezzato.

Fabio: ho letto in queste settimane diverse recensioni positive, spero quindi possa piacere anche a chi avrà modo di ascoltarlo e aspetto il momento di poterlo suonare live da un palco per vedere la reazione del pubblico.

7-La situazione incresciosa che si è sviluppata in questo periodo nel nostro paese a causa del coronavirus ha condizionati i vostri progetti musicali?

Simone: Assolutamente si…avendo già delle date fissate, non vedevamo l’ora di suonare dal vivo e promuovere il disco! Ovviamente, sappiamo tutti com’è andata e come sta andando…quindi se ne riparlerà quando tutto sarà finalmente passato e sarà ancora tutto più bello!

Mauro: Sono fermamente convinto che qualche major abbia cospirato contro di noi per boicottare l’uscita dell’album e il tour promozionale…

Fabio: In effetti gli scatoloni con i CD sono rimasti chiusi in sala prove…

8-Pensate ad un videoclip legato all’album?

Simone: Ne abbiamo parlato ma ad oggi, visto anche il momento, non è in previsione l’uscita di un videoclip. Quando sarà passato questo periodo cupo, ne riparleremo e vedremo il da farsi.

9-Siamo arrivati alla conclusione del nostro incontro seppur virtuale. Vorreste dire qualcosa per invitare ad ascoltare il vostro album?

Mauro: Certo! Ascoltate il nostro album! Anche l’uomo Del Monte ha detto sì!

Ciao Rock men…siete grandi!

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